Massimo Di Michele



Attore | Regista

Di Terra

di e con Roberto Marinelli

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Note di regia

L'unico Dio che può parlare di te sei tu.
EMBODY è una parola che in italiano non esiste. Una parola sola che ne contiene molte: personificare, rappresentare, dare corpo, dare forma, plasmare... Può voler dire anche "ricostruire una persona" e "ricomporre un corpo". Una parola che implica una transizione.

Questo spettacolo è un rito di passaggio. Divori quello che sei stato fino a questo momento, i tuoi ricordi, la tua carne che dai tuoi ricordi e dalle tue esperienze è stata plasmata, e lo restituisci (in azione, in parola). Crei un corpo nuovo, il corpo nuovo, il tuo e quello di chi ti ha generato, che sono poi la stessa cosa perché in te c'è tua madre, e tuo padre. E anche il tuo cane, a ben guardare. Di cosa sei fatto? Di strade percorse, di strati di polvere, di rifiuti e sporcizia che hai attraversato. Veniamo al mondo puri, ma non ci possiamo illudere di restare quello che eravamo all'inizio.
Allora forse tu sei una storia, sei tempo e spazio, con tanti personaggi dentro. Ognuno di essi vuole parlare di una cosa importante, della cosa importante, la Cosa Unica e Sola... Cioè? LA PRESENZA? L'ASSENZA? In mezzo a loro il vento soffia. In mezzo l'ago della bilancia si sposta e ci pesa, costantemente, ad ogni passo compiuto. E' la bilancia del giudizio,
altro che Bibbia o Apocalisse. Il Giorno del Giudizio è qui e ora, l'Istante del Giudizio, dettato dalla fottuta bilancia che è negli occhi degli altri, crediamo. Che è nei nostri occhi, sappiamo.
L'unico Dio che può parlare di te sei tu.
L'unica Colpa che hai commesso è verso te stesso.
La presenza e l'assenza sono importanti. Vitali. Tra loro si gioca la partita della vita. Se tu ci sei io respiro, io mi muovo, io creo, e se me lo chiedi, riesco anche a distruggere. Se non sei qui, se HO PERSO TE, ...
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Note di regia

L'unico Dio che può parlare di te sei tu.
EMBODY è una parola che in italiano non esiste. Una parola sola che ne contiene molte: personificare, rappresentare, dare corpo, dare forma, plasmare... Può voler dire anche "ricostruire una persona" e "ricomporre un corpo". Una parola che implica una transizione.

Questo spettacolo è un rito di passaggio. Divori quello che sei stato fino a questo momento, i tuoi ricordi, la tua carne che dai tuoi ricordi e dalle tue esperienze è stata plasmata, e lo restituisci (in azione, in parola). Crei un corpo nuovo, il corpo nuovo, il tuo e quello di chi ti ha generato, che sono poi la stessa cosa perché in te c'è tua madre, e tuo padre. E anche il tuo cane, a ben guardare. Di cosa sei fatto? Di strade percorse, di strati di polvere, di rifiuti e sporcizia che hai attraversato. Veniamo al mondo puri, ma non ci possiamo illudere di restare quello che eravamo all'inizio.
Allora forse tu sei una storia, sei tempo e spazio, con tanti personaggi dentro. Ognuno di essi vuole parlare di una cosa importante, della cosa importante, la Cosa Unica e Sola... Cioè? LA PRESENZA? L'ASSENZA? In mezzo a loro il vento soffia. In mezzo l'ago della bilancia si sposta e ci pesa, costantemente, ad ogni passo compiuto. E' la bilancia del giudizio,
altro che Bibbia o Apocalisse. Il Giorno del Giudizio è qui e ora, l'Istante del Giudizio, dettato dalla fottuta bilancia che è negli occhi degli altri, crediamo. Che è nei nostri occhi, sappiamo.
L'unico Dio che può parlare di te sei tu.
L'unica Colpa che hai commesso è verso te stesso.
La presenza e l'assenza sono importanti. Vitali. Tra loro si gioca la partita della vita. Se tu ci sei io respiro, io mi muovo, io creo, e se me lo chiedi, riesco anche a distruggere. Se non sei qui, se HO PERSO TE, ...
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Note di regia

L'unico Dio che può parlare di te sei tu.
EMBODY è una parola che in italiano non esiste. Una parola sola che ne contiene molte: personificare, rappresentare, dare corpo, dare forma, plasmare... Può voler dire anche "ricostruire una persona" e "ricomporre un corpo". Una parola che implica una transizione.

Questo spettacolo è un rito di passaggio. Divori quello che sei stato fino a questo momento, i tuoi ricordi, la tua carne che dai tuoi ricordi e dalle tue esperienze è stata plasmata, e lo restituisci (in azione, in parola). Crei un corpo nuovo, il corpo nuovo, il tuo e quello di chi ti ha generato, che sono poi la stessa cosa perché in te c'è tua madre, e tuo padre. E anche il tuo cane, a ben guardare. Di cosa sei fatto? Di strade percorse, di strati di polvere, di rifiuti e sporcizia che hai attraversato. Veniamo al mondo puri, ma non ci possiamo illudere di restare quello che eravamo all'inizio.
Allora forse tu sei una storia, sei tempo e spazio, con tanti personaggi dentro. Ognuno di essi vuole parlare di una cosa importante, della cosa importante, la Cosa Unica e Sola... Cioè? LA PRESENZA? L'ASSENZA? In mezzo a loro il vento soffia. In mezzo l'ago della bilancia si sposta e ci pesa, costantemente, ad ogni passo compiuto. E' la bilancia del giudizio,
altro che Bibbia o Apocalisse. Il Giorno del Giudizio è qui e ora, l'Istante del Giudizio, dettato dalla fottuta bilancia che è negli occhi degli altri, crediamo. Che è nei nostri occhi, sappiamo.
L'unico Dio che può parlare di te sei tu.
L'unica Colpa che hai commesso è verso te stesso.
La presenza e l'assenza sono importanti. Vitali. Tra loro si gioca la partita della vita. Se tu ci sei io respiro, io mi muovo, io creo, e se me lo chiedi, riesco anche a distruggere. Se non sei qui, se HO PERSO TE, ...

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© 2014 Massimo Di MIchele